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Nomadite, la mia malattia

by oriente, 14 Luglio 2019

Il sabato, dopo la scuola, mio papà mi portava a trovare la nonna e mentre lui sbrigava le sue cose, mi lasciava da lei. Capelli grigi corti, la schiena ricurva, orecchini ad anello d’oro e rubini rossi, il rosseto rosso. Mi strigeva il viso tra le mani e mi diceva sempre: sei la mia “zingara”. Ecco, la mia storia inizia così, forse mia nonna aveva già capito tutto di me. Avevo 11 anni quando se ne è andata, la sua ironia, il suo profumo di borotalco e quella parola sono rimasti con me. Tutta colpa dell’imprinting!

I primi sintomi della nomadite li ho avuti da bambina, appena salivo in auto per andare da qualche parte con i miei genitori, mi emozionavo!  A 18 anni ho iniziato a viaggiare con gli amici, amiche, fidanzato del momento. In treno, in auto in aereo, in italia ed estero.  A 32 anni ho inizato da sola e ci ho preso gusto. Ho capito che nonostante l’età che avanza, la nomadite non mi abbandona.

Il viaggio per me non è la distanza che percorro e non è la meta che raggiungo,  è tutto ciò che vivo nell’azione dello spostamento. Le emozioni, i colori, i profumi, i sapori, i suoni, le persone, il nuovo e il vecchio. Viaggiare è conoscere, fare esperienza. Viaggiare è vivere.

Partire per andare altrove, in un punto diverso da quello in cui mi trovo ora. Basta andare.

La nomadite è una parola che non esiste, ma esistono i suoi sintomi, non è scritta da nessuna parte, ma è  dentro di te. Se anche voi siete soliti fare queste azioni, potreste averla.

SINTOMI

  • irrequietezza.
    In genere la sensazione inizia con la primavera, il primo sole e la temperatura che si alza. Ha un picco nei mesi estivi ed inizia a calare verso l’autunno. Nei mesi più freddi è più gestibile, diminuisce molto.
  • bisogno di cambiare strada.
    Andando da A a B, sul percorso puoi sentire  la necessità di inoltrarti in strade che portano verso altre destinazioni. Le prendi a caso, ti perdi a guardare i paesaggi, ti fai tutto l’alfabeto e magari ti bevi anche un caffè, poi con calma prima o poi arrivi alla destinazione B.
  • vagare. Cerchi di capire su google map il territorio circostante, cerchi in internet immagini di luoghi che ti incuriosiscono, trovi informazioni e vai a perlustrare.  Molte volte non trovi quello che stavi cercando perchè hai sbagliato strada, , altre non trovi perchè nella ricerca  hai trovato altro che ti ha incuriosito di più.
  • cercare offerte
    la sera ti metti nel letto e ti prometti di non accendere il computer, ma poi  senti qualcosa di irrefrenabile ed ecco che ti trovi sul sito di Ryanair a cercare offerte, poi clic sul sito di  Italo, poi clic su Trenitalia, clic su tutti i siti che possono esserti utili nella ricerca per gestire i sintomi. Tanti clic schizzofrenici, provi a cambiare destinazione, giorni di andate e ritorni, lotti con te stesso per non prenotare, aspetti una migliore offerta e stremato spegni tutto. La notte entrano nei sogni  nuove destinazioni, domani si vedrà.
  • emozionarsi
    quando vedi passare un vecchio volkswagen,  senti un’emozione che dalla pancia sale al centro del petto. Vorresti esserci tu su quel furgone e la tua immaginazione inizia a viaggiare.
  • breve termine
    Non prendi impegni a lungo termine perchè non si sa mai, devi sentirti libero di partire quando vuoi. In genere quelli che hanno riconosciuto e accettato di avere la nomadite,  non hanno cani, gatti, pesci rossi o piante che necessitano di cure. Niente lievito madre o fermenti lattici vivi, nemmeno il fungo kombucha e kefir. Non parliamo dei germogli! (li ho provati tutti per obbligarmi  ad addomesticare i sintomi e stare ferma aspettando le fermentazioni e le crescite, a nulla è servito. Tutti deceduti)
  • disturbo dell’attenzione
    può succedere di trovarsi con persone e non riuscire ad avere la giusta attenzione ai loro discorsi soprattutto riguardanti borsette, scarpe, calcio, serie tv, smartphone, lifting, videogiochi, pettegolezzi, la domotica, il villaggio all inclusive..)
    Non fatevene una colpa, fa parte dei sintomi, accettatelo.

La cura non c’è, la nomadite si può solo comprendere e assecondare, solo così i sintomi si attutiscono, soprattutto l’irrequietezza.
Non si può trovare la causa, ma con la nomadite si può vivere molto bene.

EFFETTI POSITIVI

Assecondarla aiuta a sviluppare una particolare identità, le caratteristiche:

  • mancanza di noia
  • discorsi vari e varigati
  • apertura mentale
  • sensi sviluppati
  • adattabilità e flessibilità
  • papille gustative allenate a vari sapori
  • progettualità (hai sempre nuove idee per nuove partenze)
  • entusiasmo (andiamo? siiiiii)
  • eterna giovinezza ( la preservi pensando a quando a 80 anni partirai con lo zaino con qualche bus)

EFFETTI COLLATERALI
ps: se reprimete la nomadite, potreste avere effetti collaterali tipo:
– gastrite
– cistite e forse negli uomini anche la orchite
– dermatite
– colite
– laringite
– polmonite
ite ite ite

CONSIGLI PER LA VITA DI COPPIA
Per non creare inutili conflitti interiori, per poter crescere ed invecchiare insieme, è consigliabile avere una relazione affettiva con una persona con la stessa malattia. Difficilmente è contagiosa, in ogni caso se si prende dal partner, non essendo portatori l’effetto durerebbe poco. Con il partner giusto, la relazione può superare la noia della routine quotidiana perchè nulla è scontato e tutto imprevedibile. Perdersi insieme può essere divertente!

All’accademia della crusca dovrebbero prenderla in considerazione la parola nomadite, perchè molte persone ne sono affette.

C’è sempre un bel posto dove scrivere tutto ciò che viene prodotto dalla nomadite

http://www.pensieripensati.com/


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